La zootecnia rappresenta per leconomia agricola biellese un settore strategico di sopravvivenza delle aziende agricole, soprattutto nelle zone marginali e di montagna. E quindi particolarmente sentito linteresse che la Amministrazione Provinciale ripone in tale settore al fine di consentire lo sviluppo e il sostegno anche attraverso azioni di valorizzazione e promozione delle razze autoctone e dei loro prodotti.La stessa politica comunitaria pone nella valorizzazione delle produzioni tipiche locali una delle tematiche prioritarie attorno alla quale ruota la promozione e lo sviluppo del territorio.
La valorizzazione del patrimonio zootecnico locale e dei suoi prodotti può avere ripercussioni sia diretti, sul sistema economico-produttivo (sviluppo e sostegno delle piccole imprese agricole soprattutto quelle delle zone marginali e montane, fonte di occupazione e di produzione del reddito di molte zone rurali) che indiretti, sul sistema socio-culturale (per il ruolo svolto nel rafforzare lidentità e limmagine della zootecnia biellese).
Il patrimonio bovino ammonta a circa 16 mila capi; tra le razze allevate predomina la Pezzata Rossa di Oropa, razza autoctona a duplice attitudine. Considerata limportanza strategica che la stessa riveste per la sopravvivenza degli allevamenti rustici e montani, diventa fondamentale la sua salvaguardia, obiettivo riconosciuto anche dalla UE che lha inserita tra le razze in pericolo di estinzione e quindi meritevole di aiuti economici atti a favorirne una più ampia diffusione. Risulta prevalentemente allevata nelle zone di montagna (Valle dellElvo e conca dOropa).
In Provincia operano circa 150 allevatori titolari di quote latte, la maggior parte dei quali con aziende in zona montana. Il latte viene consegnato prevalentemente ai caseifici (131 mila quintali) e circa 16 mila quintali sono lavorati direttamente in azienda per la produzione di formaggio (Toma Piemontese ecc.)
Notevole importanza riveste ancora lallevamento ovi-caprino, distribuito soprattutto nelle vallate montane. La specializzazione prevalente è la produzione di carne, agnelli e capretti, ovini castrati 14/16 mesi di età, mentre minore interesse riveste la produzione di latte. Il patrimonio suinicolo ha registrato nel 2006 un incremento di consistenza: al 1° giugno 2006 il numero dei capi era di circa 30.657, con un aumento di 5.000 capi rispetto alla precedente rilevazione. Tali allevamenti sono ubicati nelle zone di pianura a sud del capoluogo.

