Portale della provincia di Biella

Collegamenti ai contenuti della pagina:
il contenuto della pagina
il menu di navigazione
il motore di ricerca
» Visualizzazione predefinita
» Versione ad alto contrasto
» Versione a risparmio energetico

 
 

Menu di navigazione

Contenuto della pagina

Produzione Energia Elettrica

Produzione energia elettrica

Negli ultimi anni si è riscontrata una crescente attenzione riservata, in campo legislativo, al settore elettrico, in particolare si è affermata, come d’altronde nel resto d’Europa, la netta divisione tra le norme riferite alla produzione di energia elettrica da fonti convenzionali rispetto a quella prodotta da fonti rinnovabili.

Fonti convenzionali e fonti assimilate a fonti convenzionali

I provvedimenti più recenti e significativi nel settore energetico sono certamente costituiti dalla Legge n. 59 del 15 marzo 1997 e dal successivo Decreto Legislativo n. 112 del 31 marzo 1998 che hanno, fra l’altro, conferito agli enti locali compiti e funzioni amministrativi in materia di “energia”; in particolare è stato attribuito alle province la funzione di autorizzazione all’installazione ed all’esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica con potenza uguale o inferiore a 300 MW termici, utilizzanti fonti convenzionali e fonti assimilate a fonti convenzionali.
Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 53 del 11 febbraio 1998 “Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla autorizzazione, alla costruzione e all'esercizio di impianti di produzione di energia elettrica che utilizzano fonti convenzionali, a norma dell'articolo 20, comma 8, della Legge n. 59 del 15 marzo 1997” disciplina i procedimenti autorizzativi relativi alla produzione di energia elettrica da fonti convenzionali.

Procedure autorizzative

La domanda di autorizzazione deve essere presentata alla Amministrazione Provinciale che ne trasmette copia al Gestore della Rete di Trasmissione nazionale per le finalità previste all’articolo 3, comma 1, del D.P.R. 53/1998 e, per conoscenza, all’Ufficio tecnico di finanza competente per territorio e alla Regione Piemonte.

Alla domanda dovrà essere allegato il progetto dell'impianto, corredato da una relazione nella quale sono comunque indicati:

  • breve descrizione introduttiva sull’ubicazione dell’impianto e esigenze per le quali si vuole procedere all’installazione dell’impianto;

  • descrizione di massima dell’impianto;

  • data prevista di entrata in esercizio;

  • per ciascun gruppo elettrogeno va specificato il tipo di combustibile utilizzato, le caratteristiche del motore primo, la potenza termica immessa con il combustibile; la potenza elettrica nominale in kW; il rendimento globale del gruppo elettrogeno; la tipologia d’uso (continua o di soccorso), la stima delle ore di funzionamento annue e dell’energia elettrica annua prodotta in kWh;

  • caratteristiche del collegamento (se esistente) al sistema elettrico nazionale;

  • descrizione del ciclo produttivo specificando i principi di funzionamento, componenti impiantistiche principali, combustibili utilizzati e consumi relativi, componenti impiantistici di interfaccia con l’ambiente atmosferico, compresi i camini per l’emissione dei fumi e unità di servizio;

  • la qualità e quantità delle emissioni in atmosfera specificando le emissioni tipiche e significative dell’impianto, le emissioni secondarie e i sistemi di monitoraggio;

  • descrizione delle tecnologie adottate per la prevenzione dell’inquinamento specificando i sistemi per l’ottimizzazione del processo di combustione, i sistemi per il contenimento delle emissioni ( SO 2, Nox e polveri ), la prevenzione delle emissioni al suolo, le procedure relative al cattivo funzionamento o al guasto degli impianti di abbattimento delle emissioni, le informazioni concernenti l’avviamento, l’esercizio e la manutenzione degli impianti medesimi;

  • planimetria e schemi dell’impianto.

Entro 60 giorni dal ricevimento della copia della domanda il Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale invia le proprie eventuali motivate osservazioni ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 3, comma 1, del DPR 53/98. Trascorso inutilmente tale termine, la Provincia procede agli ulteriori adempimenti.

Non sono soggette all’autorizzazione del D.P.R. 53/1998 :

  • l’installazione e l’esercizio di gruppi elettrogeni funzionanti di continuo con potenza nominale non superiore a 3 MW se alimentati a metano o GPL ;

  • l’installazione e l’esercizio di gruppi elettrogeni funzionanti di continuo con potenza termica non superiore a 1 MW se alimentati a benzina o gasolio;

  • l’installazione e l’esercizio di gruppi elettrogeni per la produzione di energia elettrica di soccorso.

All’installazione e all’esercizio di tali gruppi elettrogeni , purché siano costruiti nel rispetto delle norme di sicurezza ed ambientali, può procedersi previa comunicazione scritta indirizzata all’ufficio competente della Provincia, all’ARPA, all’A.S.L. e al Comune territorialmente interessato. La comunicazione produrrà i suoi effetti dal momento della ricezione da parte dell’ufficio competente della Provincia che ne trasmette copia al Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale, all’U.T.F. competente per territorio e alla Regione Piemonte.

Tale comunicazione deve indicare:

  • per ciascun gruppo elettrogeno il tipo di combustibile utilizzato, le caratteristiche del motore primo, la potenza termica immessa con il combustibile; la potenza elettrica nominale in kW;

  • il rendimento globale del gruppo elettrogeno; la tipologia d’uso (continua o di soccorso), la stima delle ore di funzionamento annue e dell’energia elettrica annua prodotta in kWh;

  • dichiarazione attestante che l’installazione e l’esercizio sono effettuati nel rispetto delle norme di sicurezza ed ambientali.


L’istanza di autorizzazione in bollo (da14,62 €), unitamente alla documentazione indicata dovrà essere presentata in un numero di copie cartacee tali da permettere il coinvolgimento degli Enti interessati nel procedimento di autorizzazione (il numero di copie potrà essere verificato con i funzionari del competente Ufficio), allegata alla documentazione cartacea dovrà essere allegata anche una copia informatizzata di tutti gli elaborati presentati.


Fonti energetiche rinnovabili


I provvedimenti più rilevanti in questo ambito energetico sono certamente costituiti:

Dal D.Lgs. 387/2003 tale decreto è finalizzato a:

  • promuovere un maggior contributo delle fonti energetiche rinnovabili alla produzione di elettricità nel relativo mercato italiano e comunitario;

  • promuovere misure per il perseguimento degli obiettivi indicativi nazionali circa la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia da conseguire entro il 2020;

  • favorire lo sviluppo di impianti di microgenerazione elettrica alimentati da fonti rinnovabili, in particolare per gli impieghi agricoli e per le aree montane.

Dal DM 10/09/2010 - Linee guida per il procedimento di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di impianti di produzione di elettricità da fonti rinnovabili nonché linee guida tecniche per gli impianti stessi.
Dal D.Lgs. n. 28/2011, che definisce gli strumenti, i meccanismi, gli incentivi e il quadro istituzionale, finanziario e giuridico, necessari per il raggiungimento degli obiettivi fino al 2020 in materia di quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e di quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti. Il presente decreto inoltre detta norme relative ai trasferimenti statistici tra gli Stati membri, ai progetti comuni tra gli Stati membri e con i paesi terzi, alle garanzie di origine, alle procedure amministrative, all'informazione e alla formazione nonché all'accesso alla rete elettrica per l'energia da fonti rinnovabili e fissa criteri di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi.
In considerazione dell’impegnativo obbiettivo imposto dalla direttiva europea 2001/77/CE le opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio degli stessi impianti sono da ritenersi di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti.
Il citato D.Lgs. 387/2003, all’art. 12, disciplina i procedimenti autorizzativi relativi alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che risultano sempre in capo alla Amministrazione Provinciale in virtù di una specifica delega della Regione Piemonte.

Procedure autorizzative

La costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione, come definiti dalla normativa vigente, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio degli impianti stessi, sono soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla Provincia, nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico.

Questa Amministrazione convocherà una Conferenza dei servizi entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di autorizzazione. Resta fermo il pagamento del diritto annuale di cui all'articolo 63, commi 3 e 4, del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni.

L'autorizzazione verrà rilasciata a seguito di un procedimento unico, al quale partecipano tutte le Amministrazioni interessate, svolto nel rispetto dei principi di semplificazione e con le modalità stabilite dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e integrazioni. Il rilascio dell'autorizzazione costituisce titolo a costruire ed esercire l'impianto in conformità al progetto approvato e deve contenere, in ogni caso, l'obbligo alla rimessa in pristino dello stato dei luoghi a carico del soggetto esercente a seguito della dismissione dell'impianto. Il termine massimo per la conclusione del procedimento di cui al presente comma non può comunque essere superiore a novanta giorni.

La domanda di autorizzazione ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 387/03, in bollo (da 14,62 €) dovrà essere inoltrata la Settore Ambiente e Agricoltura della Provincia di Biella, Servizio: Rifiuti, Valutazione d’Impatto Ambientale, Energia e Qualità dell’Aria, Acque Reflue, unitamente a tutta la documentazione individuata dal punto 13 dell’allegato del DM 10/09/2010, in un numero di copie cartacee tali da permettere il coinvolgimento degli Enti interessati nel procedimento di autorizzazione (il numero di copie potrà essere verificato con i funzionari del competente Ufficio), allegata alla documentazione cartacea dovrà presentata anche una copia informatizzata ditutti gli elaborati progettuali.

 

(Ultimo aggiornamento: 25/09/2013)

 
Ambiente
Logo Provincia di Biella
 

Torna all'inizio