Analisi dei dati al 31/12/04
· Gli iscritti al CPI sono in costante aumento e sono passati dagli 8.069 del 2000 ai 10.437 del 2004 (di cui il 58% di sesso femminile e il 42% di sesso maschile; fa eccezione la flessione del 2003 (9.517 unità) imputabile allapplicazione del D.Lgs.297/02 che ha comportato la cancellazione dagli elenchi di alcune categorie di soggetti dovuta allapplicazione di criteri diversi per il mantenimento delliscrizione nelle liste.
Si ricorda che i dati sono rilevati al 31/12 di ciascun anno, sono dati di stock e rappresentano il totale delle persone iscritte in cerca di lavoro.
Per quanto concerne gli iscritti nelle liste di coloro che cercano lavoro il bilancio con cui si è chiuso il 2004 è stato sicuramente poco favorevole poiché ha visto un incremento degli iscritti. Il peggioramento va sicuramente collegato allandamento sfavorevole del settore tessile.
· Significativo è anche il processo di invecchiamento di coloro che sono in cerca di lavoro: circa il 70% ha unetà superiore ai 30 anni.
· Nel corso del 2004 si sono registrate 16.954 comunicazioni di assunzione e 18.306 comunicazioni di cessazione del rapporto di lavoro. Il dato è da considerarsi parziale in quanto comprende tutte le comunicazioni riferite al lavoro subordinato presso aziende private, che sono rese obbligatorie dalla normativa vigente.
Per altre tipologie di rapporto di lavoro per le quali non è ancora prevista la comunicazione obbligatoria (citiamo ad esempio i soci di cooperativa, i dipendenti pubblici, i collaboratori) il dato rilevato è parziale.
· Il 2004 presenta una ulteriore brusca frenata sul fronte delloccupazione: si registra infatti un saldo negativo di 1.352 unità.
Il dato negativo è frutto principalmente di un forte aumento delle cessazioni che in valore assoluto rispetto al 2003 sono aumentate di 976 unità. Risulta invece quasi invariato il numero delle assunzioni che è diminuito rispetto al 2003 soltanto di 12 unità.
· Sul totale delle assunzioni registrate nel 2004, il 47% è relativo ad assunzioni ordinarie, il 19% è attribuibile a contratti di lavoro temporaneo mentre i contratti di apprendistato sono l8%. Il restante 26 % è suddiviso tra le altre tipologie di lavoro. Si ritiene opportuno precisare che più comunicazioni di assunzione possono fare riferimento ad un unico lavoratore.
· Per quanto riguarda le assunzioni ordinarie, il 47% riguarda assunzioni a tempo indeterminato (sia pieno che parziale) mentre il restante 53% riguarda assunzioni a tempo determinato (sia pieno che parziale). È interessante notare come circa il 12% delle assunzioni ordinarie del 2004 ha avuto una durata inferiore ad 1 mese e il 20% inferiore ai tre mesi (analisi effettuata senza considerare il motivo della cessazione).
· Tra i settori di attività che assorbono le maggiori forze lavoro segnaliamo il 24,9% dei servizi alle imprese, il 12,1% del settore alberghiero/pubblici esercizi, l11,1% dellindustria tessile, il 9,8% del commercio e il 9,5% delledilizia.
· I cittadini extracomunitari iscritti al CPI al 31/12/2004 risultano 1.187 (di cui 632 di sesso femminile e 555 di sesso maschile)
· I cittadini extracomunitari avviati nel 2004 sono stati 1.998 mentre le cessazioni sono state 1.465. Abbiamo quindi un saldo occupazionale di +533 in controtendenza rispetto al dato generale.
· Da sottolineare il fatto che più del 36% dei contratti di apprendistato si concludono prima della loro scadenza naturale; di questi il 28% circa termina entro il primo mese e il 33% circa entro i primi tre mesi. Questa rilevazione suggerisce uno studio approfondito sulle cause che portano allinterruzione anticipata del rapporto di apprendistato; valutare quindi se questo evento è imputabile al lavoratore (nella maggioranza dei casi un minorenne davanti al suo primo rapporto di lavoro) oppure la causa è da ricercare allinterno dellazienda.
· Al 31/12/2004 si sono registrati 1605 iscritti in lista di mobilità (di cui il 52,4% di sesso femminile); di questi, sempre al 31/12/2004, 589 risultavano occupati a tempo determinato.
Le nuove domande di iscrizione in lista di mobilità sono state 903 contro 659 cancellazioni.
Circa l80% degli iscritti risulta non avere più della scuola dellobbligo.
Lanalisi dei dati riguardanti i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità conferma laggravarsi della crisi nel settore tessile. Infatti il 67,5% del totale risulta licenziato da aziende del ramo tessile-abbigliamento.
· I rapporti di lavoro interinale sono passati dai 2.397 del 2001 ai 2.967 del 2004 con un incremento di circa il 24%. Considerando la sola durata iniziale del contratto si rileva che ben il 78% ha una durata inferiore ad 1 mese.
Questo dato, insieme al numero delle co.co.co. e dei contratti a progetto dà la misura del livello di precarizzazione del lavoro.
