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Concorso letterario Storie di guarigione
Concorso letterario Storie di guarigione

Premiazione concorso letterario Emanuele Lomonaco
Venerdì 26 settembre 2008 presso il Teatro Sociale di Biella si è svolta la premiazione del Concorso Letterario Nazionale “Storie di guarigione”.


Sono arrivati da Roma, Ancona, Campobasso, Genova, Torino, Brescia, Bologna e San Benedetto del Tronto i vincitori del Concorso letterario Storie di Guarigione che al Teatro Sociale di Biella sono stati premiati alla presenza degli assessori regionali alla Sanità, Eleonora Artesio, ed al Welfare, Teresa Angela Migliasso.

Questo Concorso è uno dei risultati del percorso vissuto negli anni dalla comunità biellese che come istituzioni e volontariato si è confrontata sul problema sanitario e sociale della malattia psichiatrica costruendo una rete sul territorio, che ha avuto nella figura del dottor Emanuele Lomonaco, psichiatra a cui è dedicato il Concorso, un importante riferimento.
Egli, come Direttore del Dipartimento salute mentale dell’Asl di Biella, fu sostenitore del concetto innovativo che porta l'attenzione oltre la cura farmacologica per valorizzare la relazione con il malato e restituirgli la sua dignità, senza trascurare il coinvolgimento dei familiari dei pazienti nel percorso di guarigione.

Le storie raccontate dagli autori nelle oltre 500 opere pervenute sono l'espressione tangibile di momenti di sofferenza, disperazione causati dalla malattia, ma anche di solitudine e disagio dovuti allo stigma sociale ed alla discriminazione che ancora segna la malattia mentale.
L’Associazione Far Pensare presieduta da Patrizia Tempia, vedova del dott. Lomonaco, ha ritenuto di attribuire un premio speciale a tre opere delle tre sezioni a concorso ritenute significative.

“La caratteristica più importante di questa iniziativa – ha affermato Eleonora Artesio, assessore alla tutela della salute e sanità della Regione Piemonte - è senza alcun dubbio la presa in considerazione di uno degli aspetti meno trattati quando si parla di malattia mentale e cioè la guarigione. Sono molti i pregiudizi che circondano ancora i disturbi psichiatrici, giudicati spesso – erroneamente – inguaribili. Anche nell’ambito della psichiatria, accanto al superamento di sintomi clinici, è importante che vi sia nei pazienti la speranza e il desiderio di guarire.
Questa condizione deve essere alimentata da opportunità che possano consentire lo sviluppo e l’applicazione delle proprie capacità e potenzialità anche creative e artistiche, senza dimenticare la necessità di fornire possibilità reali di esercizio dei diritti, quali avere un lavoro, una casa e relazioni interpersonali valide. Questo concorso letterario, l'unico a me noto, è un'opportunità reale per poter intraprendere e proseguire nel viaggio verso la guarigione”

Le poesie, i racconti e le autobiografie pervenute rappresentano soprattutto un'opportunità di condivisione per uscire dall'isolamento per coloro che hanno sperimentato in prima persona l'oscurità della malattia ed un segnale di speranza e di fiducia nella guarigione per chi ancora vive l'esperienza, per i familiari e per gli operatori.

“Il concorso letterario, al quale hanno partecipato tutti gli interlocutori attivi nel campo della salute mentale, istituzionali e non – ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare, Teresa Angela Migliasso - ha offerto l’opportunità a persone con esperienze positive di guarigione, di presentarle e diffonderle, per contribuire a dare speranza a coloro che attraversano esperienze simili, alle loro famiglie, agli operatori della salute mentale e a tutti quelli che vogliono continuare a sostenere i diritti, personali e sociali, di chi si vede facilmente negato questo accesso, a causa di pregiudizi ancora troppo radicati”.

Esiste cioè un “diritto alle seconde occasioni”, che costituisce la premessa indispensabile alla tutela di ognuno dei diritti di cittadinanza delle persone che attraversano l’esperienza della malattia mentale.
Il Concorso Storie di Guarigione nell’intenzione dei suoi promotori ed organizzatori (Provincia, Comune e Asl di Biella in collaborazione con tutte le associazioni che operano nel campo della salute mentale e con molti sostenitori locali) è stato pensato come un segno tangibile per la tutela di questo diritto.
 

 
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