Portale della provincia di Biella

Collegamenti ai contenuti della pagina:
il contenuto della pagina
il menu di navigazione
il motore di ricerca
» Visualizzazione predefinita
» Versione ad alto contrasto
» Versione a risparmio energetico

 
Ti trovi in: [H]  Home » [S]  Sezioni
collegamento alla pagina di registrazione
 

Menu di navigazione

Contenuto della pagina

Pubblica tutela, sostegno delle persone fragili
Convegno a Torino sulla pubblica tutela
Pubblica tutela, sostegno delle persone fragili
In un convegno a Torino l'innovativa esperienza di creazione dell’Ufficio di pubblica tutela.

21 aprile 2008  -  “La persona: quali cure, quali interessi?” È il titolo di un convegno ospitato venerdì scorso, 18 aprile 2008, al centro incontri della Regione Piemonte, a Torino. Organizzato dal Ministero della solidarietà sociale, dalla stessa Regione e dall’associazione Egida, ha dato l’occasione alla Provincia di Biella di presentare la sua innovativa esperienza di creazione dell’Ufficio di pubblica tutela, alla presenza, tra gli altri, del ministro uscente Paolo Ferrero e dell’assessore regionale al welfare Teresa Migliasso. Durante la mattinata il prestigioso costituzionalista Giorgio Lombardi ha presentato il suo ultimo libro dedicato proprio a questo tema.

Sono stati l’assessore alle politiche sociali Flavio Como e la dirigente del settore Germana Romano (che coordina l’ufficio) a illustrare lo strumento con il quale l’amministrazione va incontro alle necessità dei biellesi nella tutela delle persone fragili. Prima esperienza in Piemonte, l’Ufficio di pubblica tutela della Provincia di Biella fornisce assistenza e consulenza a coloro che l’Autorità giudiziaria individua come responsabili della tutela, curatela o amministrazione di sostegno.

Commenta Como: «Questo convegno è stata un’occasione di rilevante portata sia per raccontare a una platea importante la nostra esperienza di istituzione e attivazione dell’Ufficio, sia per raccogliere nuovi stimoli professionali e culturali sul tema. I diversi punti di vista e di competenza (giuridico, sociale, sanitario, teologico, etico, antropologico, psicologico) sono stati esposti e sviluppati in modo chiaro ed efficace: con questa giornata abbiamo “portato” qualcosa di noi ad altri, riscuotendo apprezzamenti pubblici di assoluta gratificazione, e abbiamo pure ricevuto molto in termini di approfondimento delle diverse prospettive con le quali ci si può porre di fronte ad un tema tanto delicato e complesso».

Partner della Provincia nel percorso di creazione dell’ufficio è stata l’associazione torinese Egida, attiva nel sostegno alle persone fragili.

La storia. Come è nato l’Ufficio? Nel 2006 la Provincia ha avviato una fase di confronto con il territorio (Azienda sanitaria, Comuni, Comunità montane, Consorzi socio-assistenziali, Cooperative sociali e Associazioni, strutture per anziani, Tribunale) per raccogliere dati e informazioni sulle esigenze di tutela, curatela e amministrazione di sostegno nel Biellese.
Occorrevano elementi di conoscenza per sostenere una programmazione che rispondesse alle priorità del territorio, offrendo risposte adeguate. Questo percorso di raccolta dei dati è stato possibile grazie alla collaborazione con l’Associazione Egida di Torino: dagli incontri è subito emersa una forte esigenza di formazione, così la Provincia ha avviato una serie di momenti seminariali rivolti agli enti pubblici.
Nell’aprile 2007 è stato istituito l’Ufficio, che si rivolge anzitutto ai soggetti pubblici che si trovano a gestire o avviare tutele, curatele e amministrazioni di sostegno: fornisce informazioni, suggerimenti e documentazione sui diversi aspetti della materia, ma promuove anche percorsi di formazione e approfondimento più specifici per gli assistenti sociali, gli operatori socio-sanitari, le case di riposo, le cooperative sociali. Svolge anche consulenze sulle possibili risoluzioni dei casi e coordina momenti di incontro con i soggetti interessati, in costante confronto con il Tribunale di Biella.

Chi ne fa parte. Attualmente l’ufficio è composto dalla dirigente del settore politiche sociali della Provincia, con un ruolo di impostazione metodologica del servizio e di programmazione dei futuri sviluppi e da un funzionario che assiste, informa e orienta i soggetti che si rivolgono all’Upt.
L’Associazione Egida di Torino è stato il principale partner nell’istituzione dell’ufficio: della sua consulenza la Provincia si è avvalsa per costruire il percorso metodologico e un questionario recapitato ai soggetti interessati, dal quale sono emerse le emergenze sul territorio.
All’Upt collabora anche un esperto con competenze giuridiche e amministrative e un’esperienza specifica in materia di volontaria giurisdizione, tutele, curatele e amministrazioni di sostegno.
L’Ufficio non sostituisce l’amministrazione giudiziaria, ma orienta, grazie a informazioni e documentazione, i soggetti che già svolgono o intendono assumere l’ufficio di tutori senza conoscere norme, diritti, potenzialità degli istituti giuridici a sostegno dei soggetti deboli nell’accezione più ampia del termine: dal disabile all’anziano, dal minore a quello privo di autonomia.

I numeri. Dai dati della Cancelleria tutele del Tribunale di Biella, aggiornati al giugno 2007, su una popolazione residente nel Biellese di circa 187mila e 600 persone, risultavano aperti 480 istituti di sostegno, di cui 383 tutele (57 quelle per minori), 44 curatele, 53 amministrazioni di sostegno.
Dal luglio 2007 a oggi l’Upt della Provincia di Biella ha avuto una quarantina di contatti, prevalentemente con assistenti sociali, tra incontri specifici concordati, richieste telefoniche o per posta elettronica, oltre a riunioni pubbliche collegiali con esponenti pubblici e privati del territorio, dei servizi sanitari e socio-assistenziali.
Sono stati circa 50 i pareri e i suggerimenti espressi: indicazioni fornite principalmente agli enti pubblici ed eccezionalmente a qualche privato, in particolare sull’opportunità di procedere o meno con segnalazioni o ricorsi, ma anche su tutele o amministrazioni di sostegno già deferite.

Le prospettive. Proprio perché la complessità della materia richiede un continuo aggiornamento e una costante formazione, il personale dell’Upt continuerà anche nel 2008 a partecipare a corsi specialistici e ricorrerà al sostegno di un esperto in materia capace di fornire al servizio informazioni e suggerimenti sull’attività svolta dai tutori, di elaborare pareri sulla soluzione dei casi più complessi e di supportare gli operatori e i funzionari.
Sono in programma per il 2008 momenti di formazione con l’Azienda sanitaria, con i consorzi socio-asistenziali e i comuni, e si esploreranno forme di collaborazione con gli ordini professionali (avvocati, notai, commercialisti) per cercare di sensibilizzare il territorio su questi temi. In particolar modo si cercherà di sviluppare una rete di relazioni con gli ordini professionali per l’applicazione di tariffe “concorrenziali” in caso di ricorso, e per contare su professionisti cui fare riferimento per ottenere pareri, informazioni, documentazione.
Tra le ipotesi, anche un accordo con l’Amministrazione giudiziaria per formalizzare la reciproca collaborazione nata in occasione dell’attivazione dello sportello di pubblica tutela.
Verso la seconda metà dell’anno lo sportello sarà aperto anche ai privati cittadini: un momento che sarà preceduto da un incontro pubblico in cui le famiglie delle persone “a rischio fragilità” saranno informate delle attività dello Sportello.
L’Ufficio di pubblica tutela con il tempo potrà diventare un importante punto di riferimento a disposizione del territorio cui rivolgersi per ricevere le prime informazioni sugli istituti di protezione e sulle loro possibili applicazioni. Già oggi rappresenta per il Biellese un aiuto aggiuntivo rispetto ai servizi sociali e sanitari nei confronti delle persone fragili.

Il commento di Flavio Como. L’ufficio di pubblica tutela è la conferma dell’importanza strategica del lavoro di rete: essere riusciti a fare dialogare e a mettere in relazione gli operatori socio-assistenziali con gli operatori sanitari, gli ordini professionali con le istituzioni e l’Amministrazione giudiziaria con tutti questi soggetti è un traguardo importante.
Un compito impegnativo per l’amministrazione ma anche per il territorio: solo se saremo veramente in grado di fare sistema e di consolidare i reciproci rapporti potremo affrontare questa ambiziosa sfida che mette la persona umana, ancora prima delle istituzioni, al centro di ogni sforzo.
È questo il principio da cui prende l’avvio il nostro progetto, con la prospettiva ambiziosa di coinvolgere un intero sistema territoriale: cittadini, famiglie, istituzioni, giudici tutelari, enti locali, consorzi socio-assistenziali, strutture residenziali, associazioni, ordini professionali.

 
(Ultimo aggiornamento: 22/04/08 14:27:46)

Invia l'articolo.
 
 

Torna all'inizio