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Cinghiali: il problema è oggettivo e va affrontato
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Cinghiali: il problema è oggettivo e va affrontato
Ramella: "Nessuna intenzione di estinguere i cinghiali, ma solo contenerne il numero".

14 gennaio 2016  - 

Intervento del presidente della Provincia di Biella, Emanuele Ramella Pralungo, sul problema del contenimento e degli abbattimenti di cinghiali:

A seguito delle recenti dichiarazioni delle Associazioni Ambientaliste in merito alla volontà di  manifestare contro l’abbattimento dei cinghiali si ritiene utile precisare quanto segue in merito alle motivazioni delle scelte dell’Ente Provinciale.

Nel mese di dicembre l’Assessore Regionale alla Caccia e alla Pesca, Ferrero, ha indetto un incontro a Biella, tenutosi proprio nel Palazzo della Provincia a seguito della notevole mole di segnalazioni giunte dai Comuni biellesi (circa metà degli 82 Comuni) che riguardavano proprio i pericoli, i danni e le criticità causate dall’elevato numero di cinghiali presenti sul territorio.

Il sottoscritto Presidente della Provincia di Biella intende innanzitutto specificare di non essere un cacciatore e di non amare la pratica della caccia, ma anche chiarire che al momento ci troviamo di fronte ad una situazione oltre i limiti della normalità. Non è assolutamente intenzione dell’Amministrazione Provinciale favorire la caccia; la problematica è assolutamente oggettiva: oggi i cinghiali presenti sul territorio sono troppi e si muovono sempre più agevolmente, arrivando fino ai giardini privati delle case, i cui proprietari non possono nemmeno più permettersi di portare a giocare i bambini per paura di “incontri ravvicinati” con animali di questa specie, soprattutto in caso di femmine con piccoli, che risulterebbero quanto mai pericolosi per l’incolumità. Non solo: gli avvistamenti e le segnalazioni giungono ormai con frequenza plurigiornaliera e i sinistri causati da questi animali lungo la viabilità provinciale hanno assunto proporzioni ingenti. Oggi è altresì quanto mai rischioso fare una passeggiata nei nostri boschi, proprio per il rischio di trovarsi di fronte ad un gruppo di cinghiali, che potrebbe causare serie conseguenze. Al riguardo è utile ricordare che in Italia abbiamo dovuto confrontarci con casi di aggressione da parte di cinghiali all’uomo, fino a causarne la morte.

Il sottoscritto si è quindi trovato di fronte ad una scelta: tutelare l’incolumità pubblica modificando il piano di abbattimento oppure non procedere ad alcuna modifica con il rischio concreto di passare il resto della vita con il rimpianto di non averlo fatto ed essere responsabile di danni irreparabili all’interno di una famiglia.

Io, agendo secondo coscienza, prima ancora che come Presidente, ritengo assolutamente prioritario garantire l’incolumità pubblica. Non pretendo che tale scelta si condivida, ma che, almeno, se ne comprendano le motivazioni, non politiche, non amministrative, ma semplicemente coscienziose, di una persona investita di responsabilità verso i propri cittadini.

Ritengo altresì utile chiarire che il precedente piano di contenimento dava indicazioni operative non sufficienti per poter fronteggiare una situazione di emergenza, come si registra oggi. Come è facile intuire un numero troppo esiguo di abbattimenti non permette di  contenere l’espansione numerica di questa specie, che peraltro si riproduce con ritmi elevati.

È quindi comprensibile che per fronteggiare l’attuale situazione, obiettivamente fuori dai limiti, è necessario procedere ad una modifica del piano, che consenta modalità operative che portino all’abbattimento di un numero più elevato di cinghiali. Nel biellese, peraltro ci sono zone ove vige il divieto di caccia e molto sovente i cinghiali si rifugiano proprio in quelle zone e questo crea un notevole problema ad alcuni comuni del territorio.

È infine utile evidenziare che la Provincia di Biella svolgerà con ogni attenzione il proprio ruolo di garante, ovvero si occuperà di vigilare e, se del caso, sanzionare, l’attività dei cacciatori. È assolutamente chiara la volontà di far sì che ogni direttiva del piano di contenimento venga rispettata.

In conclusione desidero quindi rimarcare che nessuno ha intenzione di aprire una pazza caccia al cinghiale per portarlo all’estinzione, ma solamente di contenerne il numero per non incorrere in rischi per i cittadini. Ovviamente, come il sottoscritto ha incontrato le associazioni venatorie è assolutamente disponibile ad ascoltare la voce delle associazioni animaliste/ambientaliste, nella consapevolezza che il problema esiste e va affrontato.

 
(Ultimo aggiornamento: 14/01/16 12:53:42)

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