Portale della provincia di Biella

Collegamenti ai contenuti della pagina:
il contenuto della pagina
il menu di navigazione
il motore di ricerca
» Visualizzazione predefinita
» Versione ad alto contrasto
» Versione a risparmio energetico

 
Ti trovi in: [H]  Home » [O]  Sono » [U]  Un disabile
 

Menu di navigazione

Contenuto della pagina

Piani di zona, sindaci e consorzi fanno il punto
Il tavolo dei Piani di zona
Piani di zona, sindaci e consorzi fanno il punto
Il piano di zona organizza il sistema di welfare di un territorio.

22 maggio 2007  -  Piani di zona: a metà programmazione la Provincia ha invitato i sindaci e i presidenti delle comunità montane martedì 22 maggio nella sala Becchia di via Quintino Sella.

L’incontro, introdotto alle 16 dall’assessore alle politiche sociali della Provincia Flavio Como, ha permesso ai presenti di fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori a un anno dalla sottoscrizione degli accordi di programma e valutare le azioni condotte in questi mesi dai consorzi Iris e Cissabo, con il ruolo fondamentale del comune capoluogo, e dall’Asl. Erano infatti presenti il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Biella Pier Oreste Brusori, i presidenti dei due consorzi Mariangela Franzoni e Vittorio Caprio e Ugo De Ambrogio, che per conto dell’Irs (istituto di ricerche sociali) ha seguito la preparazione dei piani.

Il Piano di zona è uno strumento di programmazione pluriennale delle politiche sociali, che definisce e organizza il sistema di welfare di un territorio e garantisce la concordanza tra i programmi, gli obiettivi e i risultati attesi.

Nel Biellese i piani sono due (area orientale e occidentale), curati dai consorzi Iris e Cissabo, delegati dai comuni alla gestione dei servizi socio-assistenziali.

La scarsa presenza dei sindaci all’incontro è stata rimarcata da Como: “I sindaci hanno un ruolo importante nella definizione degli obiettivi strategici e delle priorità di intervento sociale. Mi auguro che l’assenza di oggi si possa trasformare in una presenza nel tempo lungo il percorso di lavoro che stiamo conducendo e di cui questo appuntamento è una tappa importante”.

Gli incontri e i confronti fra i diversi attori sono stati il metodo di lavoro che, sin dal 2005, ha informato la creazione dei piani. Un metodo che ha portato a un risultato partecipato: i due piani di zona sono infatti omogenei per tematiche, metodologia di costruzione e contenuti, pure nel rispetto delle peculiarità specifiche dei due territori (Biellese orientale e occidentale).

Le Province hanno il ruolo di coordinamento e supporto nella realizzazione degli interventi; l’Azienda sanitaria partecipa alla definizione dei Piani di zona e concorre alla programmazione territoriale.

“E’ dovere di un’amministrazione – ha spiegato Como – mettere sempre al centro della propria attività sia la persona sia il territorio. La prima è destinataria e partecipe dei progetti, il secondo è il luogo della vita individuale e delle relazioni. Per riuscirvi occorre superare le forme di assistenza tradizionali con strumenti e metodi innovativi. Ad esempio, le diverse forme di aggregazione del terzo settore e la partecipazione di tutti alla progettazione e all’attuazione degli interventi sociali”.

Tra i vari obiettivi dei Pdz c’è anche quello di valorizzare le risorse locali di solidarietà e la partecipazione attiva dei cittadini creando una rete efficiente di informazioni.

Insomma, un percorso di comunità dove “la condivisione di competenze e di sensibilità – ha aggiunto Como – incentiva una maturazione complessiva del sistema sociale; aspetto ancor più importante in una fase, quella attuale, che vive un momento di crisi e necessita, per il suo superamento, di una maggiore coesione sociale. Un ruolo importante in questa sfida è affidato al terzo settore, che può e deve dimostrare tutta la sua operosità e la sua passione, apportando la propria preziosa capacità di coniugare valori etici con competenze professionali”.

I campi di intervento sono stati suddivisi in 4 categorie fondamentali (minori, adulti, anziani e disabili) all’interno delle quali i consorzi, in collaborazione con tutti gli altri enti, hanno ideato e condotto i rispettivi interventi.

In allegato, un dettaglio.
 
(Ultimo aggiornamento: 25/05/07 10:16:03)

 
 
Invia l'articolo.
 
 

Torna all'inizio