
Dalle vie del Medioevo ai percorsi turistici di oggi
la Via Francigena- Mostra ed incontri
dal 28 agosto al 12 settembre 2010
Dopo la giornata del 5 giugno 2010 a Cavaglià, che ha visto la presenza del presidente dellassociazione europea delle vie francigene (on. Massimo Tedeschi) e di altri autorevoli rappresentanti, torna il tema della Via Francigena e degli itinerari religiosi sul territorio della Provincia di Biella e di quelle limitrofe con una mostra organizzata dalla Provincia di Biella in collaborazione con lassociazione La Via Francigena di Sigerico di Ivrea, grazie soprattutto alla disponibilità della Regione Valle dAosta che ha messo a disposizione la mostra stessa.
A latere, momenti culturali legati alla presentazione di itinerari collegati a quelli delle province limitrofe, ad altri itinerari religiosi e alla presentazione del libro di Luigi Tondella.
E questo un modo per aprire un dialogo con le province confinanti e con la Regione Valle dAosta che ha realizzato la mostra che verrà allestita al Cantinone. Sarà presente allinaugurazione la curatrice, dott.ssa Margherita Barsimi.
La Via Francigena che da Canterbury portava a Roma è un itinerario della storia, una via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per Roma.
La via francigena è una sorta di autostrada culturale sostenibile, itinerario che potrebbe portare, nel giro di pochi anni, migliaia di turisti (non solo di camminanti, ma anche di persone che si spostano con mezzi motorizzati) a visitare la nostra area, proprio come sta accadendo da qualche anno in Spagna, lungo il Cammino di Santiago.
Gli storici hanno ampiamente documentato che cosa abbia rappresentato la Via Francigena per la nostra area, in epoca storica. Ma non tutti gli amministratori locali (o gli stessi residenti) dei nostri giorni hanno la corretta percezione di ciò che essa può rappresentare, oggi e in futuro, per la nostra realtà. Infatti questo importante itinerario costituisce una greenway, cioè una vera e propria infrastruttura verde, una sorta di grande opera a piena compatibilità ambientale.
Infatti essa rappresenta oltre che un percorso storico, artistico, culturale una via sostenibile aperta a tutti, senza barriere e senza confini, un percorso spirituale, uno strumento di integrazione culturale, sociale, politica, interreligiosa, nonché un potenziale veicolo di sviluppo economico sostenibile.
Viaggiare a piedi è il modo più lento per giungere a meta. Proprio per questo, tuttavia, si rivela la scelta più efficace per scoprire le perle che si celano tra un punto e laltro sul territorio, laddove il piacere non consiste nellarrivare a destinazione, bensì fermarsi a guardare, riflettere e parlare coi compagni di viaggio, commenta lAssessore alla Cultura e Turismo della Provincia di Biella, Mariella Biollino.
Da sottolineare a tal riguardo anche le affermazioni del Vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, in occasione della presentazione della rivista Via Francigena, tenutasi pochi mesi fa al Parlamento europeo a Strasburgo : La via francigena è un fiore allocchiello del turismo europeo Un itinerario culturale e religioso che, al contempo, è un modello di turismo sostenibile - ha aggiunto Tajani - Per sua stessa natura si traduce in un esemplare sforzo di promozione e conservazione del territorio, fuori dai circuiti del turismo di massa.
Aggiunge Mariella Biollino: Dalla via francigena si arriva pertanto alla definizione di una rete di percorsi escursionistici che possa dare luogo ad un sistema locale organizzato, attraverso cui far conoscere in modo più completo le caratteristiche e le potenzialità del nostro territorio.
La pratica escursionistica permette di vivere esperienze ed emozioni nuove, a contatto con il territorio e la sua gente e, soprattutto, alla portata di tutti. Col passare del tempo, non si esclude che da questa attività i cui effetti sono oggi ancora del tutto marginali possano sorgere e svilupparsi nuove opportunità economiche, con potenziali ricadute oggi non ancora pienamente prevedibili. Forse le maggiori potenzialità della pratica escursionistica vanno ricercate nel fatto di rappresentare unesperienza soft, a impatto ambientale nullo, e nella ricchezza di rapporti umani che inevitabilmente si formano tra camminanti (o tra questi e i residenti). In più, si tratta di una pratica molto gradita e apprezzata in gran parte dei Paesi comunitari: investire risorse per agevolare la fruizione escursionistica significa quindi anche avvicinarsi culturalmente allEuropa.
Lescursionismo può valorizzare ed aiutare a promuovere le nostre vallate
- può contribuire a valorizzare quei territori fino ad ora scarsamente interessati dai principali flussi turistici;
- rappresenta unattività che tende ad aggregare e a sviluppare la cultura dellaccoglienza e la consapevolezza di vivere in luoghi che richiamano altri visitatori;
- deve essere considerato uno strumento per una diffusione più ampia della cultura del paesaggio (e dellaria aperta), soprattutto tra i giovani e tra coloro che non hanno mai avuto la possibilità di approcciarsi ad essa;
- la presenza di escursionisti può contribuire ad aumentare il cosiddetto controllo sociale del territorio, vista la maggiore cura dei percorsi e laspettativa che vi transitino escursionisti e camminanti.
Il passaggio dalla semplice camminata giornaliera al vero e proprio turismo escursionistico dice Mariella Biollino- non è immediato. Il sentiero è uninfrastruttura e non un prodotto turistico. Lo può diventare se cè unadeguata organizzazione a monte.
Lo sviluppo dellescursionismo può generare altri benefici indiretti (insediamento di ostelli, di alberghi diffusi, maggior cura dellarredo urbano, ricadute sugli esercizi commerciali ecc.). La diffusione dellescursionismo può contribuire altresì ad aumentare la durata della stagione utile per le strutture ricettive già insediate sul territorio, permettendo quindi una più agevole copertura dei costi fissi.
Il prodotto turistico, infatti, è il risultato dellorganizzazione di una filiera economica che va dalla valorizzazione e dalla promozione del paesaggio (con tutte le sue particolarità) allaccoglienza degli ospiti, dalla promozione delle peculiarità locali (storiche, culturali, enogastronomiche ecc.) allo specifico servizio di accompagnamento del visitatore sul territorio. In altre parole, le ricadute diventano apprezzabili soltanto se si riesce ad aumentare la permanenza del visitatore sul territorio per più di una giornata. Ciò presuppone lesistenza di un circuito escursionistico (a fruizione sufficientemente elastica e quindi adatta-bile alle diverse esigenze) e di una rete di strutture di accoglienza tra loro organizzate e disposte a cooperare per lo scambio degli ospiti.

