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Lilt, il valore di una mela al giorno
Tavolo Lilt
Lilt, il valore di una mela al giorno
Fare prevenzione significa insegnare ad adottare stili di vita consapevoli, quindi anche sport, alimentazione sana.

07 marzo 2011  -  Un importante convegno, svoltosi a Città Studi il 2 marzo, conclude l’iniziativa della LILT Lega Italiana Lotta Tumori “Una mela al giorno,.” In collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Biella, ASL .
Dopo un saluto da parte del Comune di Biella, rappresentato dal vicesindaco Livia Valdesi, che ha spiegato l’impegno e l’attenzione dell’Amministrazione alla salute dei giovani, alle mense scolastiche , è stato illustrato il progetto nei dettagli.
La campagna Una mela al giorno , è giunta al quarto anno, abbiamo inteso continuare nel percorso di educazione alla salute che significa innanzitutto prevenzione,” ha esordito il presidente della LILT dott. Mauro Valentini ” fare prevenzione significa insegnare ad adottare stili di vita consapevoli, quindi anche sport, alimentazione sana. Per questo, come molti degli interventi della LILT, abbiamo coinvolto le scuole perché è importante proprio fare leva sui giovani .. Questa campagna informativa “ ha proseguito Valentini “ha avuto come partner, oltre all’ASL con la quale collaboriamo , la Provincia di Biella che si è impegnata, non solo con risorse economiche ma anche nell’organizzazione sostenendo il costo e la distribuzione delle mele nelle scuole. Il convegno di oggi vuole spiegare il significato della sana alimentazione e conclude una settimana dedicata proprio al progetto, con la distribuzione delle mele e l’inserto speciale sui giornali locali”
“Abbiamo provveduto” ha spiegato Fausto Governato, assessore provinciale all’Ambiente, “a distribuire circa 7.000 mele nei plessi scolastici del Biellese che avevano aderito all’iniziativa , inserendo questa attività nell’ambito dell’Educazione Ambientale rivolta alle scuole che ha come obiettivo di proporre stili consapevoli .
L’attenzione alla salute comporta attenzione proprio corpo,e quindi anche rispetto dell’ambiente, attenzione all’alimentazione. In questo ambito numerosi sono stati i progetti: il Concorso Cibostico, per invogliare il consumo delle verdure, gli interventi nelle mense, con aggiornamenti per insegnanti, sono solo alcuni esempi delle tematiche affrontate “
Lo strumento a disposizione è la progettazione In.F.E.A: (Informazione Formazione Educazione) sistema regionale piemontese nato dall’esigenza di sviluppare un’azione sinergica ed integrata tra i diversi livelli di responsabilità politica, isituzionale e sociale per promuovere un cambiamento responsabile dei comportamenti a tutti i livelli, che si traduce in ultima analisi in un miglioramento dell’ambiente che ci circonda e della qualità della vita”.
“La mela è uno dei frutti indubbiamente più popolari e diffusi in tutto il mondo e ha indubbie virtù salutari.. Chi non conosce il detto “ una mela al giorno toglie il medico di torno”, ha precisato Guido Della rovere, Assessore Provinciale all’Agricoltura.
Ed è anche uno dei frutti più anticamente coltivati dall’uomo, se si pensa che probabilmente l’evoluzione del melo verso la pianta quale noi oggi la conosciamo è iniziata già a partire dal neolitico. La coltura del melo era sicuramente nota ai Greci e ai Romani già nelle più antiche fasi del loro sviluppo sociale. D’altronde miti antichissimi ( Paride ed Elena, Adamo ed Eva ) testimoniano la precoce introduzione di questo frutto presso le antiche civiltà.
Ma quali sono i motivi di questo vero e proprio successo ?
In primo luogo la grande adattabilità della pianta, che ne ha permesso la coltivazione nelle più differenti condizioni climatiche; la duttilità del suo patrimonio genetico, che ne ha consentito nel corso dei millenni la selezione di varietà estremamente resistenti al freddo e la conseguente ampia diffusione nelle zone temperate e fredde del mondo e, in particolare, nelle regioni alpine e prealpine d’Europa e d’Italia; la disponibilità dei frutti ormai per tutto l’arco dell’anno, grazie alla loro ottima serbevolezza; non ultime le caratteristiche alimentari, che ne giustificano la posizione di rilievo presso gli alimentaristi.
Nel mondo sono oggi coltivate alcune migliaia di varietà di melo, ma solo dieci tra queste coprono oltre il 70 per cento della produzione mondiale. Nel nostro Paese, sesto produttore mondiale di mele e secondo in Europa con più di 2 milioni di tonnellate di frutti, le varietà ammontano a circa un migliaio. Però circa l’80 % delle mele prodotte appartiene a sole quattro varietà, rispecchiando l’allarmante tendenza verso l’uniformità genetica che si riscontra in tutto il regno vegetale e a livello planetario: dall’inizio del secolo scorso il 75 % delle varietà vegetali è andato perduto e i tre quarti dell’alimentazione mondiale dipendono da appena 12 specie vegetali e 5 specie animali, tanto da indurre le nazioni Unite a proclamare l’anno appena trascorso “ Anno internazione della biodiversità “.
Nella nostra provincia la superficie censita coltivata a melo ammonta a una ventina di ettari, una superficie piccola rispetto a quella nazionale e regionale e prevalentemente concentrata sui rilievi morenici della Serra. Ma la cifra, riferita agli impianti produttivi legati ad una realtà prettamente imprenditoriale, non rende giustizia dell’ampia diffusione della coltura in tutto il territorio biellese, disseminata in appezzamenti e orti anche di modestissime dimensioni, ma soprattutto non dice della estrema variabilità del patrimonio genetico della nostra melicoltura.
Nel Biellese, si conserva ancora un numero considerevole di vecchie varietà di mele, diverse decine, tra le quali Pum d’la biula, Dosc piàt, Piatlin, Rigadin Piantassùn, Pum d’aràm, Dosc dur, Partùs, Ruzg-nént, solo per citarne alcune.
Dal punto di vista salutistico e degli interventi in merito da parte della competente ASL sono intervenuti il dott. Michelangelo Valenti, Direttore del Dipartimento del Servizio di Igiene degli Alimenti che si occupa di Prevenzione e sorveglianza delle patologie da inquinamento biologico, chimico e fisico degli alimenti e delle patologie da alimentazione non corretta ed il dott. Franco Girelli, consigliere LILT ed esperto di alimentazione e stili di vita.
Al termine dell’interessante simposio, un ricco buffet a base di mele proposto nei dolci dell’arte pasticcera della Scuola Alberghiera di Trivero .
 
(Ultimo aggiornamento: 08/03/11 09:44:25)

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