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L’agriturismo in Piemonte
agriturismo
L’agriturismo in Piemonte
Nuove regole per incrementare le opportunità di fornire servizi e per garantire la “correttezza” dell’attività.

05 dicembre 2016  - 

L’azienda agricola, da qualche decennio, non produce più solo alimenti per l’uomo o per il bestiame ma fornisce innovativi servizi: agricoltura sociale, fattorie didattiche, mantenimento del paesaggio rurale, enogastronomia, agriturismo…

In questo ultimo caso, di recente, la Regione ha approvato una nuova legge, un regolamento di applicazione e una serie di documenti per  qualificare l’attività ora che siamo nella fase di “maturità”: si pensi che le prime esperienze risalgono a 35-40 anni fa.

L’agriturismo sta aiutando le zone rurali in diversi modi. Sostenendo il reddito delle famiglie agricole, facilitando lo scambio culturale tra ospiti e contadini e tra le generazioni, conservando un patrimonio architettonico che potrebbe andare perduto, sostenendo l’occupazione e aprendo sbocchi commerciali per diversi prodotti aziendali…

Così la Regione ha adottato nuove disposizioni per recepire norme recenti – nazionali e comunitarie – e aggiornare  la vecchia legge sulla materia (n. 38/1995).

Cosa si è voluto chiarire e sostenere con il nuovo regolamento regionale (1/R del 1 marzo 2016)?

L’agriturismo si fa esclusivamente “nell’azienda agricola”con la manodopera del titolare, dei suoi familiari, dei suoi dipendenti. Non si creda che questo sia un assunto banale, viste le numerose applicazioni “creative e truffaldine” che, nel tempo, si sono scoperte.

Chi svolge attività di agriturismo può dare ospitalità in alloggi, camere,  piazzole per campeggiatori, con o senza colazione. Può – anche senza fornire alloggio - preparare e somministrare pasti, merende e bevande, proporre degustazioni di prodotti aziendali, anche se non sono esclusi quelli locali e regionali.

Può organizzare attività ricreative, culturali, didattiche nel settore dell'educazione alimentare e/o ambientale. Può far esercitare i suoi ospiti nella pratica sportiva, accompagnarli in escursioni a piedi, a cavallo, in bicicletta… Insomma, far conoscere il territorio e il grande patrimonio culturale della gente di campagna.

Non si possono aver più di 35 posti letto (25 adulti e 10 bambini) per azienda e devono essere forniti 3 servizi minimi compresi nel prezzo:

a) pulizia dei locali ad ogni cambio di cliente ed almeno due volte la settimana;
b) cambio della biancheria ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta la settimana;
c) fornitura di energia elettrica, acqua, riscaldamento.

Nell’azienda possono essere ospitati sino a 3 tende o caravan o motorhome. Se ne occorrono di più, il Comune può permettere lo scambio di posti letto con piazzole camping.

Chi abita in montagna (sopra i 1.000 m.) e ha un’azienda che può essere raggiunta solo con sentieri o strade chiuse al traffico, ha qualche “libertà” in più (camerate, letti a castello…) che non sono consentiti negli altri casi.

I pasti e le bevande somministrate devono essere prodotti, lavorati e trasformati nell'azienda. Se non vi sono prodotti sufficienti o producibili allo scopo, si dovrà comunque garantire un minimo di prodotto proprio, pari all’25% (calcolato come costo sul costo complessivo all’azienda); la restante parte può essere acquisita all’esterno purché proveniente da altre aziende agricole operanti nel territorio regionale.

E’ ovvio che sono richiesti, per gli alloggi agrituristici e per preparare pasti e bevande, il rispetto di precise  e dettagliate norme tecniche e igienico-sanitarie.

L’operatore agriturista deve essere, per prima cosa, un agricoltore, la legge fornisce alcuni “sistemi di misura”: in termini di reddito, la maggior parte dei ricavi deve provenire dall’attività di coltivazione/allevamento, in termini di lavoro, deve dedicare più tempo all’agricoltura che all’attività “d’hotelier”.

L’agricoltore dimostra il rispetto di tali requisiti attraverso una relazione  che verrà spedita telematicamente al SUAP (sportello unico attività produttive) del Comune. Vi unirà anche la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) di avvio o di variazione dell’attività agrituristica.

Una parte importante di questa relazione, verrà desunta automaticamente dal “fascicolo aziendale”: una sorta di fotografia, costantemente aggiornata, che l’agricoltore, la sua associazione e il “sistema informativo agricolo pubblico”, conserva e usa per conoscere l’azienda nel dettaglio. Così tutta una serie di dati popolerà automaticamente la relazione e l’interessato dovrà integrare e completare con le informazioni mancanti.

Quanto non estratto dal fascicolo aziendale, lo si dovrà illustrare con i dati che il titolare ha in mano, ad esempio quali stabili utilizzerà per l’attività di agriturismo.

Regione e gli altri organi avranno pertanto più elementi per garantire il controllo della conformità alle regole esistenti.

Quello dei fabbricati è un altro punto che la legge mette in grande risalto. Devono già essere presenti nell’azienda e non possono essere costruiti ex novo. L’ampliamento di quelli esistenti è solo consentito per locali tecnici, servizi igienici e per eliminare barriere architettoniche. Ricordiamo però che il diminuire nel numero delle aziende agricole di questi anni, libera un gran numero di fabbricati con le caratteristiche utili di ruralità.

Per rendere riconoscibile e mettere “un cappello” comune a tutto l’agriturismo regionale, si  prevede la “classifica” e il “marchio” per ogni azienda. Siamo abituati alle stelle per gli hotel, in questo “campo” avremo i girasoli: da 1 a 5. Li dovremo vedere – con una grafica riconoscibile in tutta Italia -   in bella evidenza, in modo che gli ospiti/clienti comprendano a prima vista le qualità della struttura e del contorno ambientale e paesaggistico che li accoglie.

La Regione Piemonte, nell’applicazione del suo PSR 2014-2020 (piano di sviluppo rurale) prevede una particolare “misura” che bene si adatta all’agriturismo: la 6.4.1. Al momento il bando non è aperto ma si sa che finanzierà – sino a un massimo del 50% - attività come l’agriturismo, l’agricoltura  sociale e le fattorie didattiche.

Per saperne di più:

http://www.regione.piemonte.it/turismo/cms/strutture-ricettive/aziende-agrituristiche.html

Legge regionale 23 feb 2015, n° 2

http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c2015002.html

Decreto del Presidente della Giunta Regionale, 1 marzo 2016, n. 1/R.

http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2016/09/attach/re201601_turi.pdf

 
(Ultimo aggiornamento: 05/12/16 12:21:22)

 
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