Header
Stampa tutto
21 aprile 2009 - Anno V - n. 172 - Testata registrata presso il Tribunale di Biella N. 545 del 17/10/2005
Direttore responsabile Massimiliano Zegna - Collaboratore Samuel Moretti - Composizione Ufficio Comunicazione 
Dentro e fuori le mura - Novità Istituzionali
Cammini dell’uomo. La guida e il sito
Un grande progetto di promozione e accoglienza della Provincia dedicato al turismo religioso.
21/04/2009 - È stato presentato ieri nella sala Frassati del santuario di Oropa “Cammini dell’uomo”, il grande progetto di promozione e accoglienza della Provincia dedicato al turismo religioso e devozionale. Lo ha illustrato l’assessore al turismo Giuseppe Graziola, in compagnia dei curatori degli strumenti fondamentali dell’iniziativa: Alberto Conte per la guida e Daniele Casprini per il sito internet.

Prendendo spunto dai percorsi che attraversano il Biellese, in particolare la Via Francigena e le Vie della Fede, nasce così un «nuovo prodotto turistico, concreto, che sfrutta alcune delle migliori potenzialità del nostro territorio, dai luoghi del sacro alla rete escursionistica alla valorizzazione del paesaggio» come ha sintetizzato Graziola. “Cammini dell’uomo” è abbinato a una guida che ha come sottotitolo “La Via Francigena e antiche strade di pellegrinaggio in Provincia di Biella” e a un portale web dedicato (www.camminidelluomobiella.it), in rete con altri siti nazionali e internazionali dedicati al turismo devozionale e religioso.

La guida .Le radici del pellegrinaggio nel Biellese risalgono allo sviluppo dell’antico percorso che univa il nord Europa a Roma e alla Terra Santa. Nel medio evo la Via Francigena si affermò come il principale asse di collegamento tra nord e sud dell’Europa, lungo il quale transitavano mercanti, eserciti, pellegrini. Il tracciato principale che univa Ivrea a Vercelli transitava a sud del lago di Viverone. Poi il percorso si spostò a nord del lago lungo un itinerario che transitava da Piverone e Viverone e quindi da Roppolo, Cavaglià e Santhià.

La Provincia di Biella è socio fondatore dell’Associazione europea delle Vie Francigene e Graziola siede nell’ufficio di presidenza. È lui stesso a commentare: «In questi anni di lavoro nell’associazione, che ringrazio per il patrocinio a tutto il progetto, abbiamo tentato di trasformare lo straordinario lavoro sulla Via Francigena in un prodotto turistico concreto per il Biellese.

C’era bisogno di qualcosa che agganciasse il tratto locale dell’itinerario ai tanti progetti in tutta Europa che hanno al centro la Via. L’associazione è stata per noi e per i tanti enti locali minori che ne fanno parte un’opportunità preziosa per imparare a valorizzare meglio il nostro territorio».

Nella guida trovano spazio le 6 tappe in cui è stato frazionato il percorso biellese della Francigena, da Viverone a Crevacuore attraverso i luoghi più suggestivi del territorio. È stato scelto come criterio guida quello dell’intermodalità: i punti di partenza e arrivo di ogni tappa sono vicini a fermate dei mezzi pubblici o facilmente raggiungibili in auto; l’itinerario si può “spezzettare” a piacimento anche grazie alla mappatura integrale in gps di tutto il percorso. Il sito Biella Outdoor, infatti, dal quale è possibile scaricare tutte le mappe, è l’unico in Italia a utilizzare questo sistema georeferenziato che permette di costruire un itinerario personalizzato.


Il sito . Del lavoro preparatorio per il portale ha parlato Casprini, esperto di comunicazione istituzionale. «L’idea è partita dalla creazione di un marchio che fosse facilmente identificabile – un’onda che simboleggia un cammino disegnata come fosse la vetrata di una cattedrale. Sul web non c’è un sito vetrina ma uno strumento operativo a disposizione dell’utente che offre le informazioni per conoscere meglio il territorio e promuoverne gli eventi. E non solo: uno degli elementi più importanti è la sincronizzazione con altri portali come quello dell’associazione europea delle vie Francigene e del Cammino di Santiago, con i quali il sito biellese condivide la stessa piattaforma tecnologica. Quindi ci sarà una sorta di effetto trascinamento da un sito all’altro, il visitatore si sposterà virtualmente per conoscere tutta l’offerta e potrà contestualizzare ciò che gli interessa anche geograficamente grazie allo strumento di google maps integrato nel portale».

Il sito www.camminidelluomobiella.it è una struttura informatica moderna e flessibile che ospiterà tutto lo “storico” del turismo religioso in terra biellese ma anche altri progetti che, sulla scorta e grazie all’elasticità di questo contenitore, stanno nascendo sul territorio.

Uno degli eventi che saranno ospitati sul sito, ad esempio, è la Passione di Sordevolo, la cui prossima edizione è in programma nel 2010. E che otterrà così una visibilità mondiale destinata al target di turisti più interessati a questo settore di vacanze in costante crescita internazionale.

«Incoraggiati dai risultati positivi del 2008 – conclude Graziola – forniamo al territorio altri due strumenti essenziali per vendere concretamente la nostra ospitalità e accoglienza nei settori in cui sappiamo di essere forti. L’offerta deve essere concreta, fruibile da subito e sfruttare le nostre migliori potenzialità con strumenti unici, globali e ben visibili all’esterno del territorio, come appunto è il web».

Nevicate: Scaramal scrive al Prefetto
"Ingenti spese si sono rese necessarie per garantire il transito in sicurezza sulle strade provinciali".
16/04/2009 - Il Presidente della provincia Sergio Scaramal ha inviato alla Prefettura di Biella una lettera in risposta alle critiche di esponenti del Pdl, giunte nei giorni scorsi anche alla stampa locale, riguardanti, tra l’altro, le spese sostenute dall’amministrazione per lo sgombero neve. La lettera anticipa tale argomento che verrà discusso nel consiglio provinciale di lunedì prossimo 20 aprile con proposte di variazione di bilancio.

“In particolare, per quanto concerne la situazione dei contratti relativi allo sgombero neve – scrive Scaramal - è evidente a tutti la pesante situazione venutasi a creare sull'intero territorio regionale a causa delle eccezionali avversità atmosferiche che hanno caratterizzato la passata stagione invernale ed alle ingenti spese che si sono rese necessarie per garantire il transito in condizioni di sicurezza sulle strade provinciali”
In particolare, inoltre, per la sola provincia di Biella, le spese inerenti il servizio di sgombero neve hanno superato per oltre un milione di euro “la media della spesa sostenuta negli ultimi anni. La difficile situazione è stata riconosciuta anche a livello nazionale, tanto che con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3734 del 16 gennaio 2009, sono stati stanziati 100 milioni di euro per fronteggiare le maggiori spese degli enti, di cui circa 10 milioni attribuite alla regione Piemonte, che proprio in questi giorni sta decidendone la ripartizione a favore degli enti locali colpiti. La provincia di Biella, dal canto suo, ha avanzato una richiesta di finanziamento per oltre un milione di euro”.
“Per onorare gli impegni assunti con le ditte appaltatrici, tutte da ringraziare per l'impegno profuso, l'Amministrazione Provinciale – continua Scaramal - ha però ritenuto di agire in modo del tutto trasparente nei loro confronti, per evitare ogni fraintendimento e mantenere piena coerenza coi principi contabili, prospettandogli il caso peggiore, seppure del tutto improbabile, di mancato o parziale riconoscimento del contributo richiesto alla Regione Piemonte”
La lettera prosegue informando che “ferme restando le cifre dovute ad ogni azienda in base all'originario contratto (ed ad oggi tutte onorate e pagate, in base alla contabilità dei lavori svolti), si è proposto alle ditte, come ammesso dall'art. 194 del Tuel nell’ambito del riconoscimento dei debiti fuori bilancio, di poter rateizzare il debito rimanente, legato alle attività svolte in emergenza e non gestibile con le ordinarie procedure, su un massimo di 22 mesi, con l'impegno ad estinguerlo anticipatamente - in tutto o in parte - non appena perverrà il richiesto contributo regionale”.
In merito alla prevista riduzione della retribuzione di posizione e di risultato per i dirigenti provinciali “occorre precisare – conclude Scaramal - che le somme per le quali si procederà all'eventuale decurtazione rientrano, contrattualmente, fra le cifre in disponibilità dell'Amministrazione, non andando ad incidere, com’è ovvio, sulle voci vincolate dai contratti collettivi. In merito a ciò, inoltre, occorre puntualizzare che è stata formalmente avviata da tempo la procedura contrattualmente prevista. E' utile infine far notare che l'operazione è già stata responsabilmente discussa con i diretti interessati”.
Il Presidente Sergio Scaramal
Sviluppi locali - Lavoro, formazione, economia, infrastrutture
Interruzione della strada per Graglia Santuario
Da mercoledì 22 a sabato 25 aprile (orario 7,15-17) sarà chiuso un tratto della provinciale 511.
17/04/2009 - Da mercoledì 22 a sabato 25 aprile (orario 7,15-17) sarà chiuso un tratto della provinciale 511 “del Santuario di Graglia” per lavori di riasfaltura.

La sospensione temporanea del transito riguarda il tratto tra il Km 1,900 e il Km 2,300, nelle località Nech e Santuario. Sono esclusi dal divieto i residenti ed i mezzi di soccorso.

Per quanto riguarda i pullman vi sarà servizio regolare per le corse da Biella delle ore 6,05; da Graglia Santuario delle 7; da Biella delle 16,35 e da Graglia Santuario delle 17,25.

Le altre corse effettueranno capolinea e inversione di marcia a Graglia in piazza Matteotti.
Naturalmente cittadini - Ambiente, paesaggio e agricoltura
Agricoltura: innovazione e tradizione
Presentati in Provincia i quaderni dell’agricoltura innovativa. Acero, olivo e vite sono i 3 filoni esplorati.
21/04/2009 - Acero, olivo, viticoltura. Sono i 3 filoni esplorati dai “Quaderni dell’agricoltura innovativa” della Provincia di Biella, presentati venerdì scorso all’istituto per periti agrari Vaglio Rubens di Biella.
Con l’assessore della Provincia di Biella Giuseppe Graziola c’erano il preside della scuola Luigi Petaccia e Giancarlo Durando dell’istituto Luparia di Casale Monferrato, che ha collaborato con l’amministrazione nel progetto.
Le pubblicazioni sono state presentate ai ragazzi nel corso di una mattinata di studio intervallata da una conferenza stampa. E nella serata di venerdì sono stati oggetto di un convegno in Provincia.

Vediamo nel dettaglio i progetti di innovazione agricola portati avanti in questi anni dall’amministrazione così come vengono raccontati in ciascuna delle pubblicazioni, che saranno disponibili, per chi è interessato, negli uffici della Provincia.

Olivicoltura. Il fattore ambientale che ha frenato l’affermazione dell’ulivo nel Biellese è stato il freddo, insieme alla mancanza di varietà selezionate per resistere alle basse temperature. Le diverse condizioni climatiche degli ultimi anni e i progressi in campo genetico e vivaistico hanno gettato le premesse per tentare di diffondere nuovamente la coltivazione di questa pianta.
Partendo dagli olivi sopravvissuti nel tempo il progetto ha individuato la presenza di piante autoctone dalle buone potenzialità produttive. Operazione già fatta negli anni passati in altri piccoli comprensori olivicoli come Brisighella, in Emilia, o Amiata in Toscana. Qui, grazie alle varietà locali, è stato possibile riqualificare l’intera produzione, con ripercussioni positive anche sull’economia.
Nel marzo del 2005, ad Alessandria, Graziola portò a un convegno dedicato alla coltivazione dell’olivo in Piemonte e alla sua storia la testimonianza dell’esistenza di olivi secolari anche nel Biellese. Lì, con l’istituto Luparia, la Provincia decise di iniziare nel Biellese un’indagine sulla presenza di questa pianta.
Un’indagine cominciata subito in collaborazione con l’università di Udine per la tipizzazione del germoplasma (dna) su 6 piante posizionate nell’area del Comune di Lessona grazie alla disponibilità dell’azienda agricola Sella.
Quattro delle sei piante analizzate risultarono “normali”, cioè di varietà comuni. La sorpresa venne dalle altre due piante. La prima risultò essere una varietà autoctona piemontese, simile nel dna a tutte le altre del territorio regionale e appartenente a un unico ceppo diffuso in tutto il Piemonte da molti secoli.
La vera sorpresa, tuttavia, fu l’ultima delle 6 piante analizzate. I tecnici si trovarono davanti un dna mai catalogato prima, una nuova accessione, quindi una varietà autoctona. Insomma, una varietà biellese di olivo: un esempio di biodiversità che dà al progetto una nuova e interessante dimensione. È stato chiamato “Lessona Strada dei morti”, dal toponimo del luogo dove si trova la pianta. L’olio che ne è stato sperimentalmente ricavato e testato è di ottima qualità, il che costituisce un successo.
Inoltre, nella zona di Sostegno sono state trovate altre piante secolari che saranno oggetto nei prossimi mesi di nuove indagini.
La dimensione dell’olivicoltura nel Biellese era poco più che hobbistica. Se ne occupavano i viticoltori, che accanto alle vigne piantavano qualche pianta considerandola, nel migliore dei casi, un’opportunità di integrazione reddituale – come nell’alessandrino – o un abbellimento estetico.
L’intuizione della Provincia è nata da uno spirito diverso. Con un occhio alla ricostruzione storiografica e un altro alla biodiversità, è stata aperta una interessante prospettiva per un ampio recupero ambientale di alcune zone collinari e diversi terrazzamenti trascurati dall’agricoltura locale.
Il progetto sul campo. Grazie a porta innesti idonei saranno creati, a Città studi, due vivai da collezione permanente, uno di piante piemontesi e un altro di piante biellesi. Gli innesti saranno fatti in Toscana da vivaisti specializzati e monitorati dai tecnici di Luparia. Tra un anno e mezzo le piante saranno date in custodia all’istituto agrario biellese che se ne prenderà cura. Nel frattempo naturalmente la riproduzione degli innesti in Toscana continuerà. Spetterà poi all’istituto agrario vendere le piante. Che potranno naturalmente servire ancora per l’abbellimento dei giardini e del paesaggio ma avranno anche un’importante funzione nella diffusione dell’olivo biellese e potranno essere una nuova opportunità per il comparto agricolo locale. Non tanto perchè questo territorio ha le potenzialità per fare concorrenza, su questa materia, alla Toscana, all’Umbria o al bacino del Garda, potenzialità che d’altronde manca anche alle altre province del Piemonte. Ma perché l’olivicoltura sarà una delle tante specializzazioni, magari di nicchia, di questo territorio e sarà anche l’opportunità per aggiungere una nuova piccola produzione agroalimentare che può diventare un’attrattiva per i turisti. Ad esempio un’idea di commercializzazione sperimentata in altre zone della regione e da discutere con alcuni ristoratori locali: una confezione “take away” che il turista può acquistare direttamente al ristorante, assaggiarla e portarla con sé dopo il pasto.
Insomma, il progetto olivi della Provincia è un esempio di recupero della vocazione rurale e della tipicità, di innovazione nella sperimentazione agricola e di tutela della biodiversità, oltre a una grande opportunità di miglioramento paesaggistico, che oggi sempre più costituiscono il segreto per la valorizzazione di un territorio.

Acero . L’importanza del comparto florovivaistico nel Biellese è stata riconosciuta anche dalla Regione Piemonte, che già dal 2004 ha allargato i confini del “Distretto Floricolo del Lago Maggiore” primo distretto rurale regionale già approvato con la Provincia di Novara, attuale capofila, e di Verbania, inserendo la Provincia di Biella.
Da allora a oggi, concordate al tavolo di distretto, sono state intraprese diverse iniziative: comuni, come la fornitura dei fiori alle Olimpiadi Invernali di Torino, le partecipazioni a importanti manifestazioni, la realizzazione di materiale promozionale; specifiche, per superare i problemi locali o proporre nuovi temi.
In questo ambito rientrano lo studio sull’acero, svolto dall’Università di Torino, e la ricerca sulla caratterizzazione della produzione, presentata e approvata dagli addetti lo scorso 24 marzo. Ne è nato un disciplinare che dovrà essere osservato dai vivaisti biellesi per realizzare un marchio che contraddistingua le piante locali.
Completano il “Progetto acero” la realizzazione di collezioni varietali a Pollone, nella riserva naturale speciale del Parco Burcina, e a Biella, dall’istituto per periti agrari Vaglio Rubens nella cascina La Vigna di Città Studi.

Viticoltura . La viticoltura e l’enologia nel Biellese hanno origini antiche e una lunga storia alle spalle, ma con gli anni ‘60 hanno attraversato un pesante declino. Fortunatamente, le denominazioni di origine controllata, la tenacia di alcuni produttori, la migliore vocazione di certe zone e un andamento favorevole del mercato ne hanno consentito la sopravvivenza e, negli ultimi anni, anche una significativa espansione.
Sono state molte le iniziative pubbliche che hanno sostenuto la vitivinicoltura biellese in questi ultimi 5 anni. Il settore non ha solo bisogno di sostegni economici, ma di interventi studiati e orientati a risultati progettuali che possono consentire la sopravvivenza geografica, sociale, urbanistica e commerciale di produzioni agricole magari non significative dal punto di vista dell’economia, ma essenziali per la custodia e la salvaguardia “dinamica” di un paesaggio rurale che, oltre a essere una preziosa testimonianza, è anche opportunità di sviluppo.
Progetti realizzati grazie a indispensabili sinergie tra enti pubblici e imprenditoria privata, sfruttando le risorse e le competenze messe a disposizione dalla Regione, coinvolgendo i Comuni, le Comunità Montane, i Distretti e tutti coloro che, anche solo per hobby, si occupano della loro terra e delle loro piccole vigne.
Nonostante la limitatezza del territorio e le difficoltà considerate, la Provincia di Biella ha un patrimonio viticolo di antica tradizione, valorizzato dalla produzione di vini d’altissimo rango con un areale di coltivazione circoscritto e un prodotto fortemente caratterizzato, anche dal punto di vista territoriale.
I vini a Denominazione d’origine controllata (vini di qualità prodotti in regioni determinate Vqprd) sono 5.
Le 3 Doc principali, o di 1° livello, sono:
Erbaluce di Caluso, la Doc storica del territorio biellese e prima di vino bianco in tutto il Piemonte; nata nel 1967 e, dopo varie modifiche, definita nel 1998, è prossimo il prestigioso e meritato riconoscimento alla Docg (denominazione di origine controllata e garantita).
La zona di produzione è condivisa con la Provincia di Torino e comprende diversi Comuni biellesi tra le colline moreniche della Serra. Le migliori uve dei vigneti coltivati a Erbaluce producono il Caluso passito Doc, ottenuto con tecniche e cure certosine e invecchiato almeno 5 anni. Le aziende leader della zona, inoltre, hanno introdotto da alcuni anni le moderne tecniche di spumantizzazione per diversificare l’offerta e avvicinarsi al mutato gusto del consumatore.
Lessona e Bramaterra. Riconosciute rispettivamente nel 1976 e nel 1979, sono rimaste invariate fino a oggi (in itinere alcune leggere modifiche). Sono rinomati tra i migliori vini rossi di qualità del Piemonte, fiore all’occhiello del Biellese, sono vini da uvaggio a base Nebbiolo, garantiscono 2 anni di invecchiamento in botti di rovere o castagno e sono prodotti esclusivamente nel Biellese.
Più recenti le Doc Coste della Sesia e Canavese, nate nel 1996 per offrire un’opportunità di valorizzazione ai territori non inseriti nelle Doc già riconosciute, seppure vocati e tradizionalmente dediti alla viticoltura. Oggi non è più giustificabile il termine di Doc “di ricaduta” in quanto si tratta di produzioni eccellenti di aziende molto attente all’innovazione e alla qualificazione del prodotto.
La Provincia di Biella, insieme a Novara, Torino, Vercelli e Verbania, è parte del Distretto dei vini dell’Alto Piemonte. È formato dall’insieme dei territori collinari e montani, caratterizzati da una storica tradizione viticola e da una consistente presenza di attività connesse al turismo e all’enogastronomia. L’istituzione opera attraverso un Piano di distretto approvato dalla giunta regionale nel 2005 e programmi annuali. La maggior parte delle iniziative di riqualificazione sono state portate a termine grazie ai finanziamenti che annualmente il Distretto ha riconosciuto a fronte dei progetti presentati dalla Provincia di Biella.
Vita Biellese - Ambiente, paesaggio e agricoltura
Storie di guarigione: un patrimonio letterario da custodire
Firmato in Provincia un protocollo per la gestione delle opere del concorso "Emanuele Lomonaco".
21/04/2009 - Siglato questa mattina nella sala Caselli della Provincia il protocollo di intesa per la gestione del patrimonio letterario del concorso “Storie di guarigione”. Alla firma erano presenti gli assessori alle politiche sociali Flavio Como per la Provincia, Rinaldo Chiola per il Comune di Biella e Giovanni Geda dell’Asl di Biella.

Obiettivo del protocollo è la gestione del patrimonio di opere che hanno partecipato al concorso letterario che i 3 enti hanno organizzato l’anno scorso e dedicato allo psichiatra Emanuele Lomonaco.

Il materiale – 571 opere – rappresenta, sia dal punto di vista sociologico sia da quello scientifico, «un prezioso contributo – ha detto Como – allo studio delle malattie mentali e della loro evoluzione. E soprattutto della loro espressione come fattore terapeutico ma soprattutto di recupero della centralità di ogni individuo nella sua esistenza quotidiana».

Ora i 3 enti firmatari valuteranno i possibili futuri utilizzi del materiale, rafforzando la rete che ha permesso, nel corso del lavoro che ha portato all’organizzazione del concorso, di valorizzare le energie intellettuali, scientifiche, creative ed economiche di tutti i soggetti.

Una delle ipotesi è la promozione di un’opera antologica, che diventerebbe la prima testimonianza a livello internazionale di elaborati scritti da ex utenti della psichiatria, in grado di contrastare, come si dice nel protocollo, il cosiddetto “pessimismo prognostico”.

Ancora Como: «Qui il rapporto tra le istituzioni si accresce di un elemento in più. Oltre a promuovere percorsi di salute e di assistenza integrati e condivisi, il concorso dimostra come la sinergia degli attori interessati abbia saputo produrre un risultato estremamente positivo, perchè il patrimonio letterario raccolto rappresenta il segno tangibile di una cultura della guarigione dalla malattia mentale che merita un approfondimento di tipo scientifico, clinico e sociologico. Occorre dunque ottimizzare la sinergia creata e continuare a sostenere il processo culturale ed educativo intrapreso attraverso il concorso per realizzare nuove strategie di prevenzione della salute mentale».

Fin dal 2007 la Provincia, in collaborazione con l’Asl, il Comune di Biella e numerose associazioni aderenti al tavolo per la salute mentale “La comunità che guarisce” e del privato sociale, hanno lavorato a un concorso letterario su esperienze e storie di guarigione che desse voce alle persone che hanno vissuto l’esperienza della malattia mentale.

Il concorso si proponeva di fare emergere la componente creativa e umana di chi per anni ha vissuto nell’isolamento. La partecipazione degli autori è stata alta sia per la qualità della narrazione sia per la quantità. Hanno concorso infatti 571 elaborati da tutta Italia, suddivisi in tre sezioni: autobiografie, racconti e poesie.

La commissione che ha valutato le opere era composta da esperti della medicina, dell’arte, del giornalismo e della ricerca. I finalisti si sono dati appuntamento lo scorso 26 settembre al teatro sociale Villani di Biella per la cerimonia di premiazione, un momento di grande emozione per la sensibilità e la delicatezza dimostrata dagli autori e trasmessa al numeroso pubblico in sala.

Le opere sono anche contenute in una pubblicazione che la Provincia ha presentato nella sala Becchia lo scorso 23 marzo: un libro edito dalla società Simetica e dalla stessa amministrazione da forte valore etico e morale, che ripercorre anche le tappe più significative della genealogia del concorso.
I risultati dell’Osservatorio disabilità
Il materiale prodotto è una prima risposta al bisogno, manifestato dalle famiglie e dalle persone disabili.
20/04/2009 - Si è svolto oggi, 17 aprile, nella sala Becchia della Provincia il convegno per presentare i risultati dell’Osservatorio provinciale disabilità, vale a dire i passi avanti realizzati nell’ambito del progetto. Giunto così alla sua seconda tappa, l’Osservatorio era stato presentato nel maggio del 2007 con il convegno “Diamo i numeri”. In quell’occasione i diversi enti che nel Biellese si occupano di disabilità si erano impegnati a far conoscere e mettere a disposizione tutti i dati per poter lavorare meglio sulla base di una conoscenza più approfondita della disabilità.

La Provincia ha portato avanti il progetto in due direzioni: elaborazione dei percorsi e allestimento della sezione comunicazione del sito provinciale. Per la conoscenza e il monitoraggio del fenomeno, oltre a un aggiornamento di tutti i dati dei diversi enti, sono stati realizzati diagrammi di flusso relativi a momenti e percorsi di vita delle persone disabili: nascita, età evolutiva, inserimento lavorativo, disabilità acquisita in età adulta, inserimento in struttura, il ‘dopo di noi’.

Attraverso la schematizzazione dei percorsi è possibile evidenziare i flussi informativi e sulla base di quelli costruire opportuni indicatori. Il risultato è la struttura di un sistema di monitoraggio sui processi relativi alla disabilità nel territorio provinciale.

Un secondo risultato è la realizzazione di un “pacchetto” di 18 schede informative dedicate a servizi, diritti e procedure. In particolare, i temi trattati riguardano: definizioni e certificati; agevolazioni fiscali e prestazioni economiche; servizi sociali; sanità; scuola e università; inserimento lavorativo e collocamento mirato; mobilità e barriere architettoniche; cecità e sordità civile. Le schede sono state elaborate con i rispettivi enti e forniscono gli opportuni riferimenti di recapiti o sportelli presenti sul territorio.

Il materiale prodotto è una prima risposta al bisogno, manifestato dalle famiglie e dalle persone disabili, di informazioni e conoscenza dei propri diritti. Le schede sono reperibili sul sito dell’amministrazione (www.provincia.biella.it) nella sezione “Osservatorio Disabilità”.

Nei suoi saluti di apertura l’assessore provinciale alle politiche sociali Flavio Como ha ricordato «il lavoro di rete svolto sul territorio in questi anni, animato dalla consapevolezza di avere davanti non un problema da risolvere, ma una risorsa da valorizzare».

Sui Piani di zona sono intervenute Marinella Bacchio del consorzio Iris e Germana Romano della Provincia; sull’Osservatorio Emilio Sulis, Manuela Vinai e Sonia Messina e sulle schede Marta Lanza e Silvia Marchionatti; sulla scuola Giampiero Vellar dell’Asl, Cristina Bozzo della Provincia e Francesco Garzetti del consorzio Cissabo.
L’Osservatorio, tramite il focus e dall’incrocio dati/percorsi, fornisce un catalogo esaustivo dell’incidenza della disabilità nella popolazione biellese, delle loro necessità, delle loro potenzialità, del loro vissuto e delle loro famiglie.
La medicina si mette al servizio della pace
Verrà presentato il libro “Abir, la bambina che ascoltava con gli occhi” di Manuela Dviri.
21/04/2009 - La medicina al servizio della pace. È il titolo del progetto di collaborazione tra medici palestinesi e israeliani che sarà presentato mercoledì 22 aprile alle 18 nella sala Becchia della Provincia.

Padroni di casa il vice presidente Flavio Como e l’assessore alla pace Davide Bazzini. Sono previsti gli interventi di Carlo Baffert, presidente del comitato amici del Centro Peres per la pace, Rossella Bottini Treves, presidente della comunità ebraica di Vercelli e Biella e Sarah Kaminski, docente di ebraico all’università di Torino.

La serata sarà anche l’occasione per presentare il libro “Abir, la bambina che ascoltava con gli occhi” di Manuela Dviri.

In allegato la cartolina invito

Le iniziative dell’Ecomuseo per la settimana della cultura
Iniziative gratuite per scoprire luoghi e tesori biellesi con visite guidate ed escursioni.
21/04/2009 - Dal 18 al 26 aprile i cittadini potranno scoprire il proprio patrimonio culturale grazie alle iniziative che si svolgeranno nel Biellese nell’ambito della XI Settimana della Cultura.
Si tratta di una manifestazione organizzata a livello nazionale da oltre trent’anni dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ogni anno dedica una settimana alla promozione del patrimonio culturale, con l’organizzazione di eventi e l’apertura gratuita del patrimonio. L’obiettivo è quello di favorire la conoscenza della cultura e di trasmettere l’amore per l’arte ad una sempre più ampia platea di cittadini che per sette giorni potranno scegliere tra mostre, convegni, laboratori, visite guidate, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche e aperture straordinarie in tutte le regioni d’Italia.
Lo slogan scelto quest’anno “La cultura è di tutti: partecipa anche tu”, sottolinea due concetti fondamentali: il valore inestimabile del patrimonio culturale e la sua natura di risorsa preziosa e ineguagliabile a disposizione, ogni giorno, di ciascun cittadino.
Tra il 18 e il 26 aprile tutte le iniziative saranno gratuite e permetteranno di scoprire luoghi e tesori biellesi grazie a visite guidate ed escursioni.
L’Ecomuseo del Biellese per questa importante occasione ha organizzato un fitto calendario di appuntamenti e segnala in particolare la stretta collaborazione con il Museo del Territorio Biellese e l’Archivio di Stato di Biella con i quali ha dato vita alle iniziative in ricordo di Giacomo Calleri.
Per informazioni è possibile contattare gli uffici dell’Atl di Biella al numero telefonico 015/351128
Di seguito, il link a cui trovare il calendario delle iniziative:
http://www.distrettoculturalebiellese.it/on-line/Welcomepage/EcomuseodelBiellese/articolo5004724.html
Filo diretto - Dialogo con gli enti
 
Provincia di Biella - Via Quintino Sella, 12 - 13900 BIELLA
Tel.015.84.80.611, Fax 015.84.80.740 
Per ricevere PB Foglio di Informazione dell'Amministrazione Provinciale di Biella, occorre iscriversi all'apposita lista di distribuzione raggiungibile dal link precedente o dalla Home Page di www.provincia.biella.it.