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Come è nato il progetto
Come in altre realtà territoriali italiane, anche in provincia di Biella la
superficie forestale è in graduale espansione, ma la quota-parte di tale
superficie attivamente gestita è in fase di progressiva riduzione. L'abbandono
determina sia frequenti problemi di stabilità dei soprassuoli sia la perdita di
una potenzialità di sviluppo delle economie rurali. La corretta gestione delle
foreste può conciliare l'offerta di prodotti di valore commerciale (il legname,
i prodotti forestali non legnosi) con quella di importanti servizi di interesse
pubblico, quali la regolazione del ciclo dell'acqua, la stabilizzazione dei
versanti, il miglioramento delle qualità del paesaggio, la tutela della
biodiversità e – non da ultimo – la temporanea fissazione di carbonio, il
principale gas ad effetto serra. E', infatti, scientificamente provato che le
piante, attraverso il processo di fotosintesi, contribuiscono in maniera molto
efficace alla fissazione di tale CO2 durante la loro crescita.
Gli estesi fenomeni di abbandono gestionale sono in gran parte dovuti ai
problemi della frammentazione fondiaria ed alla ridotta diffusione di forme
associative tra i proprietari che favoriscano una gestione corretta del
patrimonio naturale.
Con il presente lavoro si è voluta individuare una Società pubblico/privata che
favorisca la valorizzazione socio-economica delle aree boscate biellesi,
attraverso una gestione attiva delle risorse forestali locali. Si è, inoltre,
ritenuto opportuno - come strumento di garanzia esterna della sostenibilità del
processo di intensificazione gestionale - finalizzare l'intervento al
raggiungimento della certificazione di parte terza della corretta gestione
forestale. E' un obiettivo non facile da raggiungere, ma certamente è una sfida
molto interessante, che nasce in un momento particolarmente delicato del
Biellese, una provincia dove si è reso necessario individuare e promuovere
nuove opportunità di lavoro basate su corretti criteri di relazione tra l'uomo
e le risorse naturali.
Ci auguriamo che tale iniziativa dia un contributo concreto in tal senso.
L'idea di base
Viste le considerazioni sopra riportate, la proposta che viene formulata è la
seguente: occorre creare un organismo pubblico (che di seguito verrà denominato
"Banca del Bosco" o BdB) al quale i proprietari forestali (pubblici e privati)
possono demandare la gestione diretta dei propri boschi, a fronte di un
"compenso" commisurato alla reale produzione del fondo stesso. Tale compenso
non necessariamente dovrebbe essere di tipo monetario ma potrebbe essere
sostituito da pagamenti in natura o servizi.
Per meglio comprendere cosa si propone, si può assimilare la banca del bosco ad
un normale istituto di credito: come si affida un capitale ad un istituto che,
investendolo e rendendolo fruttifero, può riconoscere un interesse al
proprietario del capitale, così la banca del bosco dovrebbe utilizzare
adeguatamente il "capitale fondiario" e riconoscere al proprietario forestale
una sorta di interesse derivante dagli utili di gestione.
Il proprietario deve essere impegnato per un periodo di tempo medio-lungo;
infatti la gestione forestale necessita di programmazioni a lunga e lunghissima
scadenza. Il proprietario resta libero di utilizzare il fondo per tutte quelle
finalità che non contrastano con la vendita del legname ed è interessato alla
buona gestione della proprietà (es. prevenzione dagli incendi) in quanto il
compenso dovrebbe essere legato all'andamento della gestione.
La banca del bosco chiaramente non avrà fini di lucro, per cui l'utile di
gestione verrà riconosciuto prevalentemente ai proprietari.
Gli scopi della BdB
La Banca del Bosco (BdB) si pone i seguenti scopi (vedi statuto):
a) promuovere un rilancio dell'uso razionale della risorsa forestale sul
territorio locale, sia attraverso azioni dirette che indirette;
b) ottenere una significativa riduzione dei livelli di carbonio in atmosfera
sia attraverso la promozione dell'uso di fonti energetiche rinnovabili, sia
mediante interventi di afforestazione e riforestazione, nonché gestione
forestale, di gestione dei suoli agricoli e pascoli e di rivegetazione;
c) applicare e promuovere sul territorio locale i principi di buona gestione
forestale;
d) perseguire e diffondere la pratica della certificazione forestale;
e) promuovere la diffusione di una cultura forestale responsabile e sostenibile
sia all'interno del settore forestale che al di fuori;
f) accrescere gli standard di sicurezza dei lavoratori del settore
foresta-legno e contrastare il lavoro irregolare;
promuovere lo sviluppo della filiera legno-energia