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Il parco della Quargnasca candidato al premio Mediterraneo
E’ stato presentata nei giorni scorsi la candidatura della Provincia di Biella alla seconda edizione del ‘Premio Mediterraneo del Paesaggio’ indetto dalla Regione Piemonte nell’ambito del progetto “Pays.doc - Buone pratiche per il paesaggio”.
Finanziato con il programma comunitario “Interreg IIIb Medocc” il premio seleziona piani, programmi, progetti, opere e attività di gestione e comunicazione sul tema del paesaggio da inserire nel Catalogo delle Buone Pratiche.

L’amministrazione provinciale parteciperà con il progetto di rivalutazione dell’area Quargnasca- Rovella, “il più adatto – dichiara l’assessore all’ambiente Davide Bazzini – a soddisfare i requisiti della sezione che comprende le esperienze di progettazione che prefigurano uno scenario evolutivo del paesaggio nel tempo e definiscono azioni capaci di mantenere e sviluppare i livelli qualitativi dei paesaggi”.

Il progetto del bacino Quargnasca Rovella coinvolge i Comuni di Quaregna, Cossato, Valle Mosso, Bioglio, Pettinengo, Valle San Nicolao, Vallanzengo, Piatto, Ternengo, Ronco Biellese, Cerreto Castello, Camandona e Selve Marcone.

La selezione ha la finalità di contribuire alla “diffusione – si legge nel bando – e alla

promozione di esperienze concrete di Buone pratiche, alla creazione di una maggiore sensibilità nei confronti del paesaggio mediterraneo e dei suoi valori. Con la valorizzazione e la diffusione di casi esemplari si intende stimolare la crescita di una cultura comune di attenzione alla qualità del paesaggio anche attraverso il coinvolgimento del maggior numero di soggetti pubblici e privati quali gli amministratori locali, i professionisti delle diverse discipline della gestione e progettazione del paesaggio, gli operatori economici, le popolazioni locali”.

Il Piano preliminare del sistema turistico e del paesaggio nel bacino Quargnasca/Rovella

si riferisce a interventi ‘generativi’, in grado cioè di produrre iniziative simili o complementari con l’obiettivo di creare una nuova economia fondata sul paesaggio.

In pratica “migliorare – aggiunge Bazzini – la qualità di vita delle comunità che abitano il territorio e, contemporaneamente, costruire un sistema di accoglienza turistica”.

Gli interventi generativi spaziano da un sistema di percorsi ciclopedonali integrati a greenways (strade verdi) su tracciati esistenti a una serie di punti di produzione e vendita di prodotti agricoli di qualità lungo i percorsi. E ancora, aree di accoglienza con parcheggio, area camper, acqua, punti informativi per conoscere e godere il paesaggio, punti ristoro, affitto biciclette, pernottamento, vendita di prodotti locali. Un intervento che assomma all’attrattiva turistica anche la riqualificazione di aree urbane degradate.

Da segnalare anche la sperimentazione, nell’area di 100 ettari di Cossato chiamata Pianetta, un nuovo sistema di gestione dei popolamenti forestali privati.

Questa parte del progetto, chiamata “Banca del bosco”, è un’idea innovativa per superare i problemi generati dalla cosiddetta patologia fondiaria e sfruttare in maniera opportuna una risorsa energetica rinnovabile come il legno.

L’idea è molto semplice e si basa sullo stesso concetto che regola i rapporti fra i risparmiatori e gli istituti di credito. Così come il denaro viene affidato a una banca affinché sia gestito in modo da generare un guadagno, così una proprietà boschiva, una volta affidata alla ‘Banca del bosco’, viene accorpata alle altre. Il funzionamento è semplice. I proprietari affiderebbero le terre per 20 anni a un soggetto a capitale pubblico con una rendita annuale. Attraverso un appalto, le imprese taglierebbero il legno per metterlo in commercio. Il tutto gestito nel rispetto della certificazione di corretto utilizzo del bosco per evitarne il depauperamento.

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