Politiche sociali, giovanili, pari opportunità

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Politiche sociali
Testo Principale

Politiche Giovanili
L’Ufficio politiche giovanili svolge istituzionalmente funzioni di governance, di programmazione degli interventi, di coordinamento del territorio, di sostegno alla progettazione locale e di monitoraggio.
L’ambito delle politiche giovanili tocca la partecipazione, il coinvolgimento e il protagonismo dei giovani. La Provincia di Biella ha deciso di investire sui giovani cercando di rispondere ai loro bisogni. Biella fino a poco tempo fa era un territorio con diversi progetti, parecchie esperienze ma nessuna politica.
Il traguardo raggiunto in questi anni (non inteso quale punto di arrivo ma come punto di partenza), è stato lavorare nell’ottica di uno sviluppo organico di un insieme di opportunità di incontro sui vari temi, dall’accesso all’occupazione,alla casa ed allo studio, alla creatività, alla prevenzione ed allo svago. Senza trascurare il sostegno alla implementazione di start-up imprenditoriali da parte di giovani del territorio.
Un’attenzione particolare è rivolta al problema delle dipendenze con attività volte al coordinamento ed alla messa in rete delle realtà territoriali ed allo stimolo di sinergie nell’ottica della creazione di un metodo di intervento consolidato destinato a divenire sistema.
L’Ufficio è inoltre impegnato nel sostenere gli enti del territorio nell’accesso a fondi e nella ricerca di opportunità nazionali ed internazionali.

Pari opportunità

La Provincia promuove la diffusione di informazioni sulle occasioni di finanziamento dedicate allo sviluppo di azioni positive che valorizzino le differenze di genere e favoriscano la conciliazione dei tempi e carichi familiari con quelli lavorativi, contribuisce alla diffusione di buone prassi, supporta e collabora con la Consigliera di Parità provinciale nell'attuazione delle funzioni alla stessa attribuite e nella promozione di specifici progetti.
 

La Consigliera di Parità opera in ogni Provincia della Repubblica per tutelare il diritto all’uguaglianza sul posto di lavoro, senza discriminazioni di sesso.
La figura della Consigliera di Parità è stata istituita dalla legge 125/91. Il decreto legislativo 198/2006 ne ha potenziato i compiti.
Per la Provincia di Biella il ruolo è ricoperto da

Consigliera di parità - Carlotta Grisorio - Scheda e CV
Consigliera di parità supplente - Ilaria Sala - Scheda e CV

Le Consigliere di Parità sono pubblici ufficiali che svolgono un ruolo di promozione e controllo dell'attuazione dei principi di uguaglianza, di opportunità e non discriminazione per donne e uomini nel lavoro; si occupano dunque della tutela di lavoratrici e lavoratori nelle ipotesi di discriminazioni, che la legge n. 903/1997 e l'art. 4 del decreto legislativo 198/06 distinguono in discriminazioni dirette e indirette ("qualsiasi atto, fatto o comportamento che produca un effetto pregiudizievole").

L’ufficio collabora con aziende, istituzioni e sindacati per attuare politiche e progetti per le pari opportunità sul lavoro, conciliare gli impegni di lavoro e quelli familiari, istituire appositi organismi, e presentare progetti di flessibilità.

La Consigliera di Parità promuove e vigila che i principi di uguaglianza e pari opportunità nel mondo del lavoro siano rispettati: parità di trattamento nell’accesso al lavoro, nella formazione, nella progressione di carriera, nella retribuzione e nello svolgimento del rapporto di lavoro.

Chi ritiene di essere vittima di discriminazione può delegare le Consigliere a rivolgersi al Giudice del lavoro o al TAR, e intervenire in giudizio.

L’Ufficio della Consigliera di parità si rivolge a  cittadini che desiderano:

  • ricevere informazioni
  • richiedere tutela fino all’assistenza in causa in caso di discriminazione di sesso e violazione delle pari opportunità sul lavoro

Soggetti sindacali che intendono :

  • segnalare casi di discriminazione di sesso
  • collaborare alla tutela dei lavoratori e delle lavoratrici
  • collaborare a progetti di promozione delle pari opportunità

Aziende pubbliche e private per :

  • essere coadiuvate a realizzare di azioni positive
  • presentare progetti sulla flessibilità (legge 53/00 e decreto legislativo 151/01)
  • istituire organismi di parità

Istituzioni locali per :

  • presentare il piano di azioni positive, in base all’art. 7 del decreto legislativo 196/00
  • istituire organismi di parità

Per maggiori informazioni contatta l'ufficio competente